Casi Clinici / Corona in metallo

2) Preparazione

La preparazione prevede come prima fase la valutazione cromatica dell' elemento in questione in modo da sfruttare, come in conservativa, il reale aspetto di elementi idratati e non asciutti quali sono dopo un'impronta di precisione. Talvolta può rendersi utile l'aiuto di un odontotecnico e comunque è buona norma riportare sulla scheda clinica il colore scelto, dato che spesso è la risultanza di combinazioni diverse. Preparazione

 

L'esperienza e l'affinità con il tecnico riescono a semplificare questo delicato passaggio senza però trascurare la grande importanza dell' illuminazione ambientale che deve essere calibrata ed adeguata, risultando altrimenti fuorviante.
La fase successiva prevede una preparazione protesica con un margine a spalla a 90° senza bisello.

Per tutelare al meglio la propria salute, alla paziente è conferita una mascherina di protezione respiratoria che abbinata all'utilizzo di un'efficace aspirazione chirurgica vuole ridurre al minimo le possibili conseguenze inalatorie dei vapori di mercurio.
Lo sgrossamento iniziale è affidato al taglio di una fresa diamantata a grana grossa montata su turbina e lavorando sulle pareti verticali non viene trascurata l'integrità dei tessuti circostanti altrimenti in futuro potranno manifestarsi processi cariosi sugli elementi approssimali.
Per una buona preparazione esente da complicanze appaiono determinanti l'assistente alla poltrona, un buon appoggio per la mano lavorante, strumenti taglienti integri e non usurati.

Anche se l'elemento è devitalizzato, il getto d'acqua della turbina è necessario per allontanare i detriti e mantenere l'efficienza di taglio della fresa.

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Il controllo degli spazi è doveroso per permettere la produzione di un manufatto che bene si integri in arcata senza essere incongruo per dimensione o strutturalmente fragile.
L'effetto estetico sarà garantito dalla porcellana con spessori minimi di almeno 1 mm mentre lo spessore del metallo, deputato al sostegno meccanico, può variare secondo la zona passando dai 0,8 - 1,0 mm della superficie occlusale fino ai 0,5 mm delle rimanenti superfici.
L'entità della riduzione occlusale può essere controllata utilizzando spessimetri calibrati a strisce.
Anche il rispetto dell' anatomia dentale è necessario per una corretta preparazione.
Il moncone finito non avrà una superficie occlusale piatta ma vi dovremo riconoscere l'originale morfologia con i suoi piani confluenti.
Oltre a fattori estetici e meccanici, il dente preparato a pilastro dovrà possedere dei requisiti che automaticamente favoriscano il contrasto alle forze dislocanti sia verticali sia orizzontali.

preparazione_3La rifinitura avverrà con il manipolo ad anello rosso in grado di offrire una maggiore recisione grazie alla potenza unita al basso numero di giri.

Ultimo passaggio con manipolo ad anello blu e fresa di Arkansas.

 

Preparazione finita in visione laterale: preparazione_4

 

 

 

 

Capitolo 3 (Provvisorio)